Az. Agricola BioWeed Sicilia

Daniele, imprenditore che crede nella canapa

Affascinato dal mondo di questa pianta antica e versatile, qualche anno fa mi sono lanciato in un settore dalle grandi potenzialità, troppo spesso represse da una normativa retrograda e ottusa. Scopriamo meglio tutto ciò che ruota intorno alla canapa.

Altavilla Milicia, Sicilia - Dopo un percorso di studio e di lavoro che mi ha portato dall'informatica al marketing, da webmaster a pubblicitario, da ristoratore a event manager, nel 2017, un pò stanco dell'innovazione prettamente digitale, ho deciso di lanciarmi nel campo dell'imprenditoria agricola, ripristinando un fondo di famiglia abbandonato da diversi anni nel paesino in cui vivo.

Ho sempre avuto la passione per la canapa sin da quando ero ragazzino. A scuola mi insegnavano che era una droga che portava alle dipendenze di altre droghe pesanti, ma questo per me è sempre stata una fake news.

Nell'inverno 2017, proprio quando iniziarono a spuntare le prime start-up nel mondo della canapa in Italia, iniziai a prepararmi per la nuova economia del futuro, approfondendo la L. 242/16 in tutte le sue parti; ero convinto di iniziare una nuova impresa ma stavolta nel campo agricolo grazie ad una pianta dalle mille opportunita.
Vivo un po’ di innovazione anche oggi, ma di stampo diverso: ho a che fare con la natura, con le piante, con l’economia reale. Ho sempre scelto di investire in me stesso e in quello che credo essere tutt’ora, nonostante le mille difficoltà, una grande opportunità per il nostro paese: la canapa.

Ho intrapreso nuovamente gli studi. Il mio sogno è creare e vendere prodotti innovativi, a partire dalle piante. Non so se mai ci riuscirò, ma intanto la strada l’ho intrapresa. Bisogna essere preparati per coltivare e ancor più forse per trasformare e vendere la canapa. Non solo per sentirsi inattaccabili nella giungla normativa che subiamo come nessun altro settore in questo paese, ma anche per essere all’altezza delle domande dei clienti.


I fiori rappresentano per quasi tutti gli agricoltori di canapa e i negozi la maggior parte del fatturato. Il fiore di canapa, praticamente privo di principio attivo stupefacente, ma dalle interessanti qualità fisiologiche, in Italia non è normato per il consumo umano a differenza di tanti altri paesi anche europei che lo classificano come alimento o integratore alimentare (tisana) o al limite come “novel food” (nel caso di cibi con aggiunta di cbd).

Coltivo genetiche di cannabis di alta qualità senza uso di fertilizzanti chimici e senza l'utilizzo di fitofarmaci, tutto al naturale. Oltre la cannabis coltivo anche piante officinali tra cui timo, menta, coriandolo, ecc, ed ortaggi che vengono venduti a filiera corta e direttamente al cliente finale tramite il nostro sito e.commerce o presso la nostra azienda agricola.

Sin dall’apertura del sito l’età media dei miei clienti è over 30, ma ho anche tanti clienti over 50 e 60. Faccio le spedizioni ad alcuni affezionati che si sono trasferiti in un’altra regione e a volte fanno il passaparola. Nel sito a breve anche la cosmetica bio e cruelty free a base di olio di canapa e altre piante, i superfood e gli integratori alimentari vegetali, accessori e merchandising.


Nel mio settore è difficile promuovermi, non si possono fare pubblicità a pagamento su google e sui social. A dire il vero uso facebook e instagram, senza fare ads a pagamento. E poi c’è sempre il passaparola e mi promuovo magari moderando alcune iniziative come fiere locali o alcuni incontri online.

Il primo anno di attività da coltivatore è stato davvero duro, non ho inserito automazioni di alcun tipo, non conoscevo bene ancora il luogo e ho piantato senza avere fatto le analisi del terreno. Quest’anno le sto facendo, ma ho già visto che ci sono tanti lombrichi a soli di profondità: a occhio sembra essere un ottimo terreno vivo! Faccio colture da rotazione e nel periodo autunno/inverno arricchisco il terreno di azoto con piante leguminose. Nel campo ho anche una serra dove studio e preparo tutte le piante che travaso in campo a primavera, ma il mio sogno è mettere a punto un piccolo laboratorio per la prima trasformazione e la coltivazione indoor in ambiente protetto, magari non occupandomi solo di canapa, ma anche di aromatiche e officinali.

Oggi il mercato della canapa industriale in Italia è più efficiente: si stanno riducendo i distributori, la filiera si accorcia, ci sono sempre meno passaggi dalla produzione al cliente. From Farm to Fork è uno dei titoli della nuova strategia europea, speriamo di rientrarci prima o poi. Il mercato potrà finalmente mostrare le sue potenzialità quando in Italia il fiore sarà normato anche per uso umano. Non essendolo, non sono ancora arrivati i grandi colossi che sono presenti altrove. Arriveranno anche investimenti italiani ed esteri. I piccoli imprenditori come me potranno restare in vita se sapranno offrire qualità, magari innovare. Se avranno la possibilità di creare una filiera corta, quindi praticare la vendita diretta o con pochi passaggi, come per esempio già accade con le piccole cantine italiane d’eccellenza.

Faccio parte di diverse comunità, associazioni e gruppi social, questi mi aiutano a maturare le mie conoscenze e in particolar modo destreggiarmi in ambito legale.

Conosco Canapa Sativa Italia dagli albori, devo al gruppo facebook omonimo tutte le nozioni e le basi iniziali necessarie per avviare l’attività. Mi sono reso conto che anziché destinare tempo alla botanica, dovevo studiare molto molto bene la legge! CSI mi ha dato tante informazioni preziose di cui avevo bisogno, oltre che darmi un luogo dove informarmi su ciò che accadeva alla canapa e alla cannabis nel resto del mondo. Mi sono reso conto col tempo che è fondamentale partecipare ad un’associazione di settore, soprattutto se lavori in un ambito giovane e incerto come il nostro: non solo per informarti, ma anche per difenderti dai preconcetti e quindi particolari interpretazioni della legge.



Continuo a rivestire i panni del piccolo imprenditore: in Italia, agricoltori e negozianti hanno necessità di certezza normativa oggi. Si tratta che hanno già investito, anche piccole imprese familiari che dopo la legge 242 del 2016 hanno scommesso su questa pianta. Mentre ormai in moltissime parti del mondo si sta normando la cannabis ad alto tenore di THC, in Italia si fa ancora la guerra a malati come Walter de Benedetto o al fiore di canapa, che praticamente non ha principio attivo. In Sardegna è stata diramata una circolare molto restrittiva e – a parere di CSI – non legittima.

Bisogna capire che, al di là della politica, parliamo di scienza e : si tratta di un settore che in Italia si è creato praticamente da solo, che non chiede aiuti economici, solo certezza normativa. Parliamo di tanti giovani, perché il nostro è un comparto con un’età media molto bassa. Con l’avvento della legge 242 del 2016 e grazie al mercato con le sue richieste, negli ultimi 4/5 anni gli operatori hanno acquisito tanto know-how. Siamo italiani, ci piace scoprire, inventare, innovare.

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